sabato 23 giugno 2018

UN PERCORSO


Ci sono momenti nei quali lo stato d’animo è aggrovigliato e i pensieri sono così intrecciati da non riuscire a dare un nome al proprio sentire e al bisogno di sciogliere. Non sappiamo creare una domanda, ma avvertiamo il bisogno di cambiare qualcosa in noi, di spegnere l’irrequietezza e sentirci meglio. Allora le carte possono attivare un percorso di trasformazione, possono mettere in moto delle fiabe-storie che fanno evolvere l’incertezza e avviare un nuovo equilibrio. Come? 
Disponiamo il mazzo coperto e chiediamo di scegliere una carta che inneschi il movimento. Poi la guardiamo con attenzione, la descriviamo, ascoltiamo le sensazioni e i pensieri che ci evoca e infine accogliamo la storia che nasce spontaneamente.
Alcune persone dicono di avere difficoltà a scrivere storie e si limitano a illustrare brevemente ciò che hanno visto e che di solito è una rielaborazione di quello che pensano e di quello che si aspettano di sentire. 
Questo atteggiamento è simile ad aprire la porta di una stanza e richiuderla dopo una sbirciatina, dicendo di conoscerne il contenuto. La vera scoperta, il vero cambiamento avvengono quando ci si mette in gioco, quando si accetta di lasciarsi condurre dall’immaginazione, che sa al di là di ciò che pensiamo di sapere.
Scriviamo dunque la storia della carta; è anche possibile che essa si blocchi e che non ci siano più immagini, allora scegliamo un’altra carta che inserisca una energia inaspettata e continuiamo a scrivere fino a che sentiamo di aver completato il percorso.
Due, tre... forse anche quattro carte... ascoltando cosa succede dentro di noi, accorgendoci delle modifiche nei pensieri  e nelle emozioni.
Al termine dell’esperienza osserveremo come stiamo e cosa è cambiato.

“Tacque il giocatore, tornando dal suo viaggio, e il vento caldo gli soffiò sugli occhi per farli aprire. Il sogno intatto aveva riempito i suoi pensieri e le sue emozioni...”


giovedì 15 febbraio 2018

LA CARTA DI FEBBRAIO


        
Saper confidare nell'attesa.
Accendere intenzionalità al nuovo.
Supporre esistenze magiche.

... Il giocatore di carte ebbe un brivido. Aprì la sua mano destra e raccolse il piccolo folletto; era appena più grande del suo pollice, tremava così forte che avrebbe potuto cadere. Non gli avrebbe fatto del male, ma sentì che lui non ne era sicuro. Sentì che avrebbe potuto ferirlo con un gesto troppo brusco o una parola troppo forte.
Attraversò la foresta e tornò verso casa. Dietro le finestre un vaso di primule ancora addormentate si scaldava ai raggi del sole. Dolcemente vi adagiò il folletto. Dolcemente il folletto si addormentò.
Fuori la neve si scioglieva, ma non mostrava ancora i nuovi germogli. Il giocatore di carte guardò il calendario: era febbraio.