lunedì 21 novembre 2016

FAMIGLIA


Il Giocatore ha incontrato una famiglia.
Esperienza nuova per un gioco radice che ha coinvolto tutti in un inaspettato momento di intensità di espressione e di comunicazione.
La generosità e l’apertura dei genitori hanno concesso ai figli di scoprirne non solo le forze, ma anche le fragilità. Questo ha aiutato i ragazzi a esprimersi in termini simbolici con grande sincerità, scoprendo le loro risorse e le incertezze dell’adolescenza.
Riportiamo i testi che hanno scritto sulle  carte del permesso.
Paolo, 17 anni: carta della rosa e del ponte.

Mi sento sereno nell’osservare la carta, in cui vedo un arcobaleno con una rosa, con fiori rossi aperti e non, e dei fiori bianchi.
La storia è quella di una rosa in crescita, sta conoscendo bene le persone lungo il suo sviluppo e decide se farle accomodare all’interno dei suoi petali, oppure se scacciarle con le spine.
Una volta che si è circondata di persone buone raggiunge l’arcobaleno e la felicità.
Il titolo della carta è: rose.

Silvia, 12 anni: carta di Clarion, il guerriero

Mi sento confusa, nella carta ci sono due crepe, una è la ragazza e una è la sua ombra.
La storia:
C’era una volta una ragazza che man mano che cresceva diventava qualcosa che di preciso nessuno sa,  la sua ombra diventò cattiva e imbattibile. La ragazza per non fare soffrire nessuno si uccise.
Il titolo della carta è: l’ombra una volta gentile.

Il Giocatore ringrazia questa famiglia per la disponibilità ad accogliere le sue carte e per l’importante condivisione e si inchina, ancora una volta, di fronte alla bellezza delle anime e della vita.


giovedì 20 ottobre 2016

COMPLEANNO

Il Giocatore è stato invitato a un compleanno. La festeggiata ha voluto “regalare” ai suoi amici e parenti un incontro con le carte, per condividere emozioni inaspettate e conoscersi  un po’ di più.
Le persone (tra i 14 e i 70 anni) hanno chiesto un “messaggio”, e dopo aver osservato le 40 carte coperte, hanno posato una piccola pietra su quella scelta. Poi, l’hanno presa, guardata, ascoltata e hanno scritto le loro sensazioni e il loro pensieri.
Un altro modo di condividere, un altro modo di incontrarsi.
Di stare insieme e “sentire” le storie del Giocatore.

lunedì 19 settembre 2016

DUIR WID mutamento



Tutto è già codificato o ci sono possibili incidenze nella vita attuale? Dove si muove l’imprevisto, mentre evolviamo e cambiamo, apriamo porte mai varcate…
Scrivendo abbiamo dato voce al non conosciuto, abbiamo attraversato i confini e scoperto altre vie, ora possiamo incontrare il mutamento e scoprire la fiducia della resa alla vita. Così DUIR WID, la quercia del sapere, apre l’ultimo varco e libera il volo delle carte del giocatore.

DUIR WID centro


La forma appare nel presente, nelle scelte che si compiono, nelle relazioni che si instaurano, nei vissuti, nelle risorse. Il CHI SIAMO ci porta al centro di noi stessi, a riconoscere le potenzialità, a soddisfare le aspirazioni e ad affrontare le difficoltà. 

Così le parole che scriviamo percorrono il nostro fiume interiore, descrivono il conosciuto e l’accantonato.
DUIR WID, la quercia del sapere, svela la donna, mentre le carte del giocatore accendono l’immaginazione.

giovedì 15 settembre 2016

DUIR WID radici


Dove affondano le nostre radici… quali gli spazi e i tempi che possiamo conoscere… La memoria protegge generosamente alcuni momenti, ne riconsegna altri alla coscienza in cammino.
La vita, le vite nel tempo e, in assenza di tempo, nuove concezioni di esistenza...
Il pensiero ha limiti che possiamo trascendere, aprendoci a  visioni altre, accettando le eredità e liberando parole e immagini su fogli aperti all’ascolto.
Così DUIR WID, la quercia del sapere, ci accompagna nel viaggio e le carte del giocatore danno forma al sentire.

altre info su NOTIZIE

giovedì 18 agosto 2016

STORIA

Questo è un dettaglio della carta che Ornella ha scelto, come sua carta del presente. Ecco cosa ha scritto:
Un bimbo aveva appena ricevuto in regalo un grande aquilone molto particolare per la sua forma strana, piuttosto astratta. La cosa bella dell’aquilone era la corda, composta da centinaia di nastri di vario colore che, con il movimento dell’aquilone, si aprivano e si chiudevano formando delle spirali veramente sorprendenti. Il bimbo, felice, corse nei prati per provare il nuovo gioco. Corse tanto, facendo andare l’aquilone di qua e di là nel cielo. Tornando a casa, si accorse di aver perso l’estremità dell’aquilone. Come ciò era potuto accadere ? Forse l’aveva agitato con troppa energia ? Forse il vento ? Cercava di capire quanto era successo e si sorprese a pensare che, tutto sommato, non era così dispiaciuto e triste… perché gli era rimasto il pezzo più bello: i nastri dalle mille forme e dai colori sgargianti!




lunedì 18 luglio 2016

ESTATE!

Il giocatore ha incontrato.
Volti, sorrisi, silenzi e pianti. Parole.
Come sempre le sue carte hanno portato a galla le emozioni e i progetti, hanno messo in luce il non conosciuto e i desideri.
Grazie a tutti.
Grazie alle persone che hanno partecipato alla festa del solstizio.
Grazie a Claudio che ci ha accolto nella sua isola fiorita.
La sua e le altre storie rendono il cammino del giocatore sempre più intenso.
E siete tutti invitati a condividerle su questo blog.


LA CARTA DELLA GUARIGIONE

Era stato un cuore agitato. Mai al suo posto. Rosso, certamente, irrorato di forza e vitalità, ma spostato rispetto al centro.
Si era appoggiato ai polmoni quando la tempesta aveva spezzato la nave ed era scivolato nella testa per affrontare nuovi problemi.
E poi era precipitato a terra nelle lunghe notti del nord e aveva pulsato irregolare nella gola e nei polsi, volendosene andare.
Ora, invece, era un cuore al suo posto. Morbido nella cavità complementare, armonico nel ritmo che spingeva il sangue come onde di luce in tutto il corpo, generoso e pago, della vita e dell’ossigeno che lo sosteneva sempre. Ed era per questo che poteva accettare la pioggia e il fuoco del braciere, per questo godere del vento, ascoltando il palpito della terra, danzando insieme.
Ed era come se avesse lunghe braccia per incontrare il mondo e rami e radici e sguardi per nutrirsi di luce.
Era vivo, vero. Al suo posto.