Tutto è già codificato o ci
sono possibili incidenze nella vita attuale? Dove si muove l’imprevisto, mentre
evolviamo e cambiamo, apriamo porte mai varcate…
Scrivendo
abbiamo dato voce al non conosciuto, abbiamo attraversato i confini e scoperto
altre vie, ora possiamo incontrare il mutamento e scoprire la fiducia della
resa alla vita. Così DUIR WID, la quercia del sapere, apre l’ultimo varco e
libera il volo delle carte del giocatore.
lunedì 19 settembre 2016
DUIR WID centro
La forma appare nel presente,
nelle scelte che si compiono, nelle relazioni che si instaurano, nei vissuti,
nelle risorse. Il CHI SIAMO ci porta
al centro di noi stessi, a riconoscere le potenzialità, a soddisfare le
aspirazioni e ad affrontare le difficoltà.
Così le parole che scriviamo
percorrono il nostro fiume interiore, descrivono il conosciuto e l’accantonato.
DUIR WID, la quercia del sapere,
svela la donna, mentre le carte del giocatore accendono l’immaginazione.
giovedì 15 settembre 2016
DUIR WID radici
Dove affondano le nostre
radici… quali gli spazi e i tempi che possiamo conoscere… La memoria protegge
generosamente alcuni momenti, ne riconsegna altri alla coscienza in cammino.
La vita, le vite nel tempo e,
in assenza di tempo, nuove concezioni di esistenza...
Il pensiero ha limiti che
possiamo trascendere, aprendoci a
visioni altre, accettando le eredità e liberando parole e immagini su
fogli aperti all’ascolto.
Così DUIR WID, la quercia del
sapere, ci accompagna nel viaggio e le carte del giocatore danno forma al
sentire.
giovedì 18 agosto 2016
STORIA
Questo è un dettaglio della carta che Ornella ha
scelto, come sua carta del presente. Ecco cosa ha scritto:
Un bimbo aveva appena ricevuto in regalo un
grande aquilone molto particolare per la sua forma strana, piuttosto astratta.
La cosa bella dell’aquilone era la corda, composta da centinaia di nastri di
vario colore che, con il movimento dell’aquilone, si aprivano e si chiudevano
formando delle spirali veramente sorprendenti. Il bimbo, felice, corse nei
prati per provare il nuovo gioco. Corse tanto, facendo andare l’aquilone di qua
e di là nel cielo. Tornando a casa, si accorse di aver perso l’estremità
dell’aquilone. Come ciò era potuto accadere ? Forse l’aveva agitato con troppa
energia ? Forse il vento ? Cercava di capire quanto era successo e si sorprese
a pensare che, tutto sommato, non era così dispiaciuto e triste… perché gli era
rimasto il pezzo più bello: i nastri dalle mille forme e dai colori sgargianti!
lunedì 18 luglio 2016
ESTATE!
Il giocatore ha incontrato.
Volti, sorrisi, silenzi e pianti.
Parole.
Come sempre le sue carte hanno
portato a galla le emozioni e i progetti, hanno messo in luce il non conosciuto
e i desideri.
Grazie a tutti.
Grazie alle persone che hanno partecipato
alla festa del solstizio.
Grazie a Claudio che ci ha
accolto nella sua isola fiorita.
La sua e le altre storie rendono
il cammino del giocatore sempre più intenso.
E siete tutti invitati a
condividerle su questo blog.
LA
CARTA DELLA GUARIGIONE
Era
stato un cuore agitato. Mai al suo posto. Rosso, certamente, irrorato di forza
e vitalità, ma spostato rispetto al centro.
Si
era appoggiato ai polmoni quando la tempesta aveva spezzato la nave ed era
scivolato nella testa per affrontare nuovi problemi.
E poi
era precipitato a terra nelle lunghe notti del nord e aveva pulsato irregolare
nella gola e nei polsi, volendosene andare.
Ora,
invece, era un cuore al suo posto. Morbido nella cavità complementare, armonico
nel ritmo che spingeva il sangue come onde di luce in tutto il corpo, generoso
e pago, della vita e dell’ossigeno che lo sosteneva sempre. Ed era per questo
che poteva accettare la pioggia e il fuoco del braciere, per questo godere del
vento, ascoltando il palpito della terra, danzando insieme.
Ed
era come se avesse lunghe braccia per incontrare il mondo e rami e radici e
sguardi per nutrirsi di luce.
Era
vivo, vero. Al suo posto.
domenica 29 maggio 2016
IL RACCOGLITORE DI FIABE
E così è stata la carta del Raccoglitore
di fiabe a comparire per prima
su questo blog! Una carta che parla di occasioni
e incontri che consentono di far evolvere le proprie emozioni. Ci si può fidare delle proposte
che la vita offre, ma è bene essere
disponibili ad afferrarle e riuscire a lasciare qualche acquisizione, per fare
spazio al nuovo. Le opportunità vanno colte nel momento in cui si presentano e
raccontare è una opportunità. Raccontare il proprio vissuto, i propri sogni, il
proprio dolore consente alle emozioni di mettersi in moto e di trasformarsi.
Consente di condividere uno spazio-tempo prezioso e ricco di suggestioni, fino
a quando è possibile…
Poi,
si alzò il vento.L'alba
profumò di ciliegio, le ruote del carretto iniziarono a muoversi. Il
raccoglitore di fiabe spazzolò il suo cappello viola e spinse il carretto fuori
dalla città. Colori
pulsavano e danzavano con lui come fuochi di carnevale. Verso altre città,
altre radure, altri silenzi…
Siete tutti invitati a scrivere
qualche riflessione sul tema proposto e,
se già conoscete la carta del
raccoglitore, a condividere le vostre storie.
Paola e Nadia
martedì 24 maggio 2016
EMERGENCY
Domenica 22 maggio abbiamo
partecipato, insieme all’Associazione “L’Agrou”, alla manifestazione “I
giardini di Emergency” organizzata nello splendido scenario offerto dal
Castello Tour de Villa di Gressan.
Le intense immagini dei video
proposti, relativi all’intervento di Emergency in zone di
estrema crisi, bellica e sanitaria, hanno suscitato, come sempre, emozione e ammirazione per il coraggioso
impegno dei suoi operatori.
E il
giocatore ci ha ricordato “La carta del dolore e della terra”.
…Un
ragazzo tremante perdeva, giorno dopo giorno, la battaglia con un male che
corrodeva le ossa, paralizzava il gesto. Solitudine come gesso imbiancava il
suo sguardo e demoni di paura frantumavano l'angelo della speranza e dell'accettazione.
L'amica
incontrata sulla sponda del fiume gettava sassi e ricordi nell'acqua, ma questi
galleggiavano e l'onda li riportava a riva, dove lei li raccoglieva, li
accarezzava e li rigettava nell'acqua un'altra volta. Un'altra danza ripetuta
nell'infinito, per sbriciolare gli spigoli e -forse un giorno- non ferire più
le mani.
Il
bambino dagli occhi grandi aveva fame. Bisogno primario di forza per
sopravvivere, acqua e fuoco per incendiare e lavare le piaghe di un nascere
senza riposo, destinato a lotte e fatiche. I fratelli insanguinati da armi e
lavoro, le sorelle tagliate, vendute, schiacciate. Nel silenzio accecante
dell'urlo.
Un
vecchio cercava risposte fra corpi e macerie, impazzendo e danzando al suono
della sua ninna nanna. Scavando al riparo dei fucili la fossa della famiglia.
Il
giocatore sentiva il dolore nel naso, nella bocca, nelle orecchie. Lo sentiva
iniettarsi nel collo, trucidare i pensieri, smembrare la pelle. Troppo.
Allora,
venne un raggio di luce a strapparlo dal pozzo, a gettarlo, esangue, per terra.
Il giocatore di carte alzò il capo verso il tavolo: la carta girava
vorticosamente su se stessa. Si alzò. Prese un coltello e la inchiodò sul
legno.
Poi,
corse fuori nel bosco, sulla collina. Raggiunse l'antico ulivo argentato, ne
abbracciò il tronco e pianse.
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